DivAirCity H2020

Indipendenza in città: Creare spazi urbani accessibili

Questo evento virtuale ha riunito una giuria d’eccezione che ha fornito un’ampia gamma di prospettive ed esperienze di progettazione accessibile all’interno dell’ambiente costruito. Il messaggio generale è stato che l’accessibilità dovrebbe essere una considerazione fondamentale in ogni fase del processo di progettazione, al fine di creare spazi veramente inclusivi.

L’architetto e consulente registrato per l’accesso Jane Simpson ha presieduto l’evento che si è concentrato sulla necessità di rendere le città veramente accessibili per tutti.

Oltre alla sua vasta carriera professionale, David Burdus ha fatto leva sulla sua esperienza personale di persona in sedia a rotelle, evidenziando i progetti di successo in cui la collaborazione tra utenti disabili e professionisti della progettazione ha portato a soluzioni più efficaci. Il suo messaggio era chiaro: mettere le persone al centro del processo di progettazione e coinvolgere gli utenti finali fin dall’inizio. Se coinvolgi persone disabili nel team di progettazione, otterrai un risultato migliore. David ha anche contestato l’idea di affidarsi esclusivamente agli standard di accesso esistenti, invitando a un continuo sviluppo e adattamento basato sul feedback degli utenti reali.

Nick Tyler ha presentato PEARL, un’enorme struttura di sperimentazione che studia gli esseri umani per creare nuovi modi di progettare ambienti sicuri, accessibili, estetici, efficaci ed energeticamente vantaggiosi che funzionino sia per le persone che per il pianeta. Questo intervento si è concentrato sulla creazione e sul controllo di ambienti per studiare e migliorare vari aspetti della neurodiversità e sull’importanza di comprendere e accogliere gli individui neurodiversi nei loro ambienti. Pearl permette di creare scenari reali in scala, come fermate dell’autobus, attraversamenti pedonali e supermercati, consentendo ai ricercatori di osservare le interazioni e identificare le aree da migliorare. L’obiettivo finale è quello di migliorare l’inclusività e l’accessibilità per tutti.

La libertà è qualcosa che le persone danno per scontata fino a quando non diventano disabili” è stato il pensiero iniziale che ha dato il via alla presentazione di Fiona Jarvis. Ha condiviso esperienze personali, tra cui casi di luoghi inaccessibili e le sfide quotidiane affrontate dalle persone in sedia a rotelle. I Blue Badge Access Awards sono nati come strumento per riconoscere e premiare le strutture ricettive che danno priorità all’accessibilità, con l’obiettivo di ispirare un cambiamento positivo anziché imporre la legge. Fiona ci ha illustrato alcuni dei vincitori ispiratori e dei principali esempi di cose fatte bene, ma anche alcuni di quelli decisamente ridicoli e inadeguati, sottolineando la necessità di pratiche di progettazione ponderate e inclusive.

I risultati principali dell’evento:

  1. Inizia con questo: integra l’accessibilità e l’inclusività nei processi di progettazione fin dall’inizio, piuttosto che come un ripensamento.
  2. Consultare e coinvolgere gli utenti finali: prendere in considerazione prospettive ed esigenze diverse durante tutto il processo di progettazione, in modo da ottenere soluzioni più efficaci dal punto di vista dei costi e più inclusive.
  3. Una taglia non va bene per tutti: dai priorità alle esigenze e alle esperienze degli utenti piuttosto che attenersi semplicemente agli standard di base.
  4. La progettazione accessibile non deve necessariamente essere costosa: piccole scelte progettuali efficaci dal punto di vista dei costi possono avere un impatto significativo sull’accessibilità.

  5. L’intelligenza e il buon senso sono molto importanti: Modifiche semplici e poco costose possono rendere accessibili i locali esistenti, come ad esempio la condivisione di una rampa rimovibile da parte di piccole attività commerciali in una strada principale.

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